A rafforzare la supervisione ci sarà un osservatorio ambientale permanente, istituito dal ministero dell’Ambiente, con la partecipazione di Regione, Comune, Arta, Ispra, Ingv, Asl e altri enti.
Respingiamo al mittente le illazioni: non ci sarà nessuna trivellazione a Bomba». Francesco Di Luca, responsabile del sito minerario Collesanto, interviene dopo le polemiche dei giorni scorsi attorno al progetto Small scale lng promosso da LNEnergy. L’iniziativa, che ha ottenuto il parere favorevole della commissione Via nazionale lo scorso luglio, è oggetto di discussione pubblica per il suo impatto sul territorio del Chietino.
Secondo LNEnergy, non è prevista alcuna nuova perforazione. «Il nostro progetto si limita ai due pozzi Mp1 e Mp2, realizzati tra il 2003 e il 2007 con tutte le autorizzazioni necessarie», spiega Di Luca. «Oggi parliamo di una liquefazione su piccola scala del gas già presente, senza trivelle né nuove ricerche di idrocarburi». La società precisa che la procedura è stata avviata a gennaio 2024, sulla base di dati ambientali aggiornati, e che le precedenti criticità sono state superate con un nuovo approccio ingegneristico.
«Abbiamo ridotto del 50% la capacità produttiva del giacimento e adottato tecnologie a zero scarichi liquidi, insieme a un sistema di cogenerazione interna – continua Di Luca –. Tutto è stato vagliato dalla Direzione generale per le dighe del Mit, che ha rilasciato il nulla osta tecnico con prescrizioni dettagliate».
A rafforzare la supervisione ci sarà un osservatorio ambientale permanente, istituito dal ministero dell’Ambiente, con la partecipazione di Regione, Comune, Arta, Ispra, Ingv, Asl e altri enti. «È una garanzia scientifica che ci accompagnerà per tutti i 20 anni di produzione previsti», sottolinea Di Luca. «L’osservatorio permetterà anche di affrontare criticità storiche del territorio, come quelle legate alla diga del lago di Bomba, che finora sono rimaste irrisolte».