Il mercato del GNL in Italia nel 2025
Stato dell’evoluzione del mercato GNL

Il mercato italiano del Gas Naturale Liquefatto continua a mostrare segnali di crescita e consolidamento, confermando il proprio ruolo nel percorso di transizione energetica del Paese.

Nel 2025 i consumi di GNL in Italia sono aumentati complessivamente dell’11% rispetto all’anno precedente. La crescita è stata sostenuta soprattutto dal comparto industriale e dal settore marittimo, mentre l’autotrasporto, pur continuando a rappresentare la principale destinazione d’uso, ha registrato un andamento più stabile.

Il quadro che emerge evidenzia un settore dotato di infrastrutture, competenze e tecnologie già disponibili, ma ancora condizionato dalla necessità di regole più chiare, procedure autorizzative più rapide e strumenti capaci di sostenere gli investimenti e la domanda.

Autotrasporto: il principale mercato del GNL

L’autotrasporto continua a rappresentare il segmento più rilevante del mercato italiano del GNL, assorbendo circa il 75% dei consumi complessivi.
Nel 2025 il comparto ha registrato una crescita contenuta, pari a circa il 3%. Le nuove immatricolazioni di veicoli industriali alimentati a GNL sono state 326, mentre il parco circolante ha raggiunto circa 5.400 mezzi.

La rete di distribuzione nazionale si è ulteriormente consolidata, arrivando a circa 180 punti vendita.
Nonostante la presenza di infrastrutture ormai diffuse, il settore sta attraversando una fase di rallentamento, legata principalmente ai costi di acquisto dei mezzi, alla riduzione dei margini operativi e alla mancanza di misure strutturali di sostegno.

Tra gli strumenti considerati necessari per rilanciare il comparto figurano incentivi per il rinnovo delle flotte, crediti d’imposta sui consumi e interventi capaci di ridurre la differenza di costo rispetto ai carburanti tradizionali.

La crescita del GNL nel comparto industriale

Il settore industriale si conferma uno dei principali motori di crescita del mercato.
Nel 2025 i consumi industriali di GNL hanno raggiunto circa 50 mila tonnellate, rappresentando il 22% del mercato nazionale. Gli impianti industriali alimentati a GNL sono passati da 67 a 78, con un incremento del 16%.
Il GNL rappresenta una soluzione particolarmente rilevante per le imprese e per gli stabilimenti produttivi non collegati alla rete nazionale del gas.
La competitività rispetto agli oli combustibili, la riduzione delle emissioni e il contenimento dei costi collegati al sistema europeo ETS rendono il GNL una tecnologia già oggi utilizzabile per accompagnare la decarbonizzazione dei processi produttivi.
La possibilità di stipulare contratti di fornitura di lungo periodo contribuisce inoltre a garantire maggiore stabilità e programmabilità alle imprese.

Il settore marittimo e il bunkeraggio

Il comparto marittimo presenta le maggiori prospettive di sviluppo per i prossimi anni.
Nel 2025 sono state avviate in Italia le prime operazioni di bunkeraggio ship-to-ship, vale a dire il rifornimento diretto di GNL da una nave bunker a un’altra nave. Tre unità bunker risultavano operative nel corso dell’anno, con un’ulteriore nave prevista nel 2026.
A livello mondiale, le navi alimentate a GNL hanno raggiunto 894 unità nel 2025 e potrebbero superare quota 1.600 entro il 2030.
In Italia la domanda potenziale del settore marittimo potrebbe aumentare in maniera significativa, passando da circa 5.900 tonnellate nel 2025 fino a 190 mila tonnellate nel 2028, nello scenario di maggiore sviluppo.
La crescita del bunkeraggio potrà rafforzare la competitività dei porti italiani e consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico e logistico nel Mediterraneo.
Per raggiungere questo obiettivo sarà però necessario uniformare le procedure tra i diversi porti, semplificare gli iter autorizzativi e migliorare il coordinamento tra operatori, Autorità portuali, Capitanerie di Porto e amministrazioni competenti.

Le prospettive del mercato al 2028

Le previsioni per il periodo 2026-2028 delineano due possibili scenari.
In uno scenario più prudente, i volumi complessivi del mercato italiano potrebbero raggiungere circa 303 mila tonnellate nel 2028.

In uno scenario caratterizzato da maggiore sviluppo infrastrutturale, incentivi e valorizzazione del bioGNL, il mercato potrebbe invece arrivare a circa 460 mila tonnellate annue, raddoppiando sostanzialmente i volumi attuali.
L’effettiva evoluzione del comparto dipenderà principalmente da tre fattori:

  • stabilità e chiarezza del quadro normativo;
  • disponibilità di politiche di incentivazione;
  • sviluppo delle infrastrutture logistiche, distributive e portuali.

Il contributo del progetto Collesanto

In questo scenario di crescita del GNL in Italia si inserisce il progetto Collesanto “Small Scale LNG”, basato sulla produzione e liquefazione di gas naturale estratto localmente dal giacimento nell’area mineraria esistente MontePallano. L’iniziativa rappresenta il primo progetto italiano di Small Scale LNG realizzato direttamente presso un giacimento di gas naturale.

Il progetto produrrà complessivamente 2 miliardi di Smc di gas destinati al consumo locale, con una fornitura media di circa 40.800 tonnellate annue di LNG. Un’energia a chilometro zero, strategica per un’area industriale energivora, capace di ridurre la dipendenza dalle importazioni e sostenere la competitività delle imprese locali.

L’investimento, pari a circa 70 milioni di euro, genererà oltre 500 posti di lavoro durante la costruzione e ricadute positive sull’economia del territorio. Non sono previste nuove perforazioni né nuove pipeline. L’impianto integrerà inoltre la liquefazione del gas con la produzione di idrogeno mediante elettrolizzatore e con la cattura e liquefazione di circa 1.400 tonnellate annue di CO₂, contribuendo anche a una mobilità su gomma e marittima più pulita.

Infrastrutture, regole e sicurezza

L’Italia dispone di una rete distributiva consolidata e di un sistema infrastrutturale in continua evoluzione.
Lo sviluppo di depositi costieri, terminali, navi bunker e impianti industriali rappresenta una condizione essenziale per accompagnare l’aumento della domanda.

Accanto agli investimenti, sarà fondamentale garantire procedure più rapide e uniformi, evitando differenze applicative tra territori e autorità competenti.
La sicurezza continuerà a essere un elemento centrale nello sviluppo del settore. La diffusione del GNL e di altri combustibili alternativi richiede standard tecnici rigorosi, personale qualificato e una collaborazione costante tra istituzioni, operatori e organismi di controllo.

GNL e transizione energetica

Il GNL non rappresenta una soluzione alternativa alle fonti rinnovabili, ma uno degli strumenti disponibili per accompagnare una transizione energetica graduale, sostenibile e tecnologicamente realizzabile.

Nel settore industriale, nell’autotrasporto pesante e nella navigazione, dove l’elettrificazione presenta ancora limiti tecnici e infrastrutturali, il GNL può contribuire alla riduzione delle emissioni e alla sostituzione dei combustibili più inquinanti.

L’integrazione progressiva con il bioGNL potrà migliorare ulteriormente le prestazioni ambientali della filiera, valorizzando al tempo stesso risorse e produzioni nazionali.

Lo sviluppo del mercato dipenderà dalla capacità di trasformare gli indirizzi normativi in misure operative, garantendo alle imprese certezza, tempi definiti e condizioni favorevoli agli investimenti.