Respingiamo al mittente le illazioni sugli organi di comunicazione di questa settimana che parlano di affari per pochi con danno per tutti”. È quanto afferma il responsabile del sito minerario di Collesanto Francesco DI Luca, che interviene a tutto campo dopo il clamore degli ultimi giorni sui giornali e testate online con riferimento al nuovo progetto di sviluppo del giacimento gas di Collesanto, che lo scorso 24 luglio ha ricevuto il parere favorevole finale della commissione VIA nazionale PNIEC-PNRR.
“L’attenzione mediatica su questo nuovo progetto di sviluppo del giacimento gas di Collesanto, targato LNEnergy, è da sempre molto alta, soprattutto ora che la procedura di VIA volge al termine con un pronunciamento favorevole. Siamo quotidianamente impegnati e continueremo senza sosta nella corretta divulgazione delle caratteristiche innovative del nostro progetto. Notiamo ancora – spiega Di Luca – da alcuni portatori di interesse parole chiave e slogan assolutamente fuorvianti, il nostro impegno quotidiano, che trova conforto nelle risultanze del parere favorevole della commissione VIA nazionale, è quello di informare correttamente tutti gli stakeholder”.
Il progetto, infatti, è stato limitato nella sua estensione ai soli due pozzi esistenti e questo ultimo iter autorizzativo è stato avviato nel gennaio 2024 sulla base della raccolta di dati idonei e sufficienti a garantire la compatibilità ambientale dell’attività estrattiva, condotta su piccola scala. Questo approccio è derivato dalla precedente procedura ufficiale di “Consultazione preventiva” svoltasi nel 2022 in cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva definito la portata e il livello di dettaglio delle informazioni necessarie da considerare per la redazione del nuovo studio di impatto ambientale per l’impianto Small Scale LNG. Le trivelle nel territorio di Bomba sono arrivate in passato, nei 5 anni dal 2003 al 2007, in cui si è realizzata l’infrastruttura estrattiva dei 2 pozzi MP1 e MP2 con il pieno supporto autorizzativo di tutti gli enti comunali, provinciali e regionali. Questo percorso portò poi nel 2008 al riconoscimento della consistenza mineraria da parte dell’allora Ministero delle Attività Produttive con il decreto di istituzione dell’area mineraria MontePallano. “Nessuna trivella, oggi, è previsto debba essere usata nel territorio interessato dal giacimento di gas di Collesanto – continua Di Luca. Rimandiamo al mittente il tentativo di accostare il nostro nuovo progetto di sviluppo del giacimento gas di Collesanto ad un ennesimo tentativo di trivellare il territorio alla ricerca di idrocarburi. A Bomba, nel pieno rispetto delle normative italiane, dal 2003 al 2007 la società dell’epoca ha investito diverse decine di milioni di euro per realizzare l’infrastruttura estrattiva senza alcuna opposizione. Nel 2008 è stato accertato che il gas c’è e che può essere estratto dal giacimento. Da allora, nel corso di 15 e più anni, i pozzi sono stati correttamente manutenuti e gestiti in sicurezza, sempre pronti ad essere messi in produzione. Oggi il parere favorevole di compatibilità ambientale conferma che la soluzione proposta di liquefazione su piccola scala permette di estrarre questo gas nel rispetto delle matrici ambientali presenti nel territorio”.